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loc.Mucha

 

Questa domenica (11 settembre) abbiamo visitato la mostra ospitata a Palazzo Ducale a Genova, dedicata ad Alfons MUCHA, uno dei più influenti rappresentanti dello stile predominante nel periodo della Belle Epoque e della sua applicazione in ambito cartellonistico e pubblicitario. Probabilmente Le immagini per le quali viene riconosciuto, sono prevalentemente quelle che sono state utilizzate per la promozione di importanti rappresentazioni teatrali o per pubblicizzare prodotti di ogni genere: profumi, cioccolata, tabacco, liquori, ecc. (meno noto è il suo impegno in ambito politico, rivolto alla riconquista dei diritti di libertà della sua terra natia: la Cecoslovacchia, attraverso la sua arte).

Ma in questo contesto viene soprattutto ricordato per le sue stupende illustrazioni che abbiamo avuto modo di vedere in questa interessantissima mostra, dove viene anche spiegato, attraverso l'esposizione di pezzi originali, l'influenza che gli stili dell'epoca (Art Nouveau, Liberty, ecc.) hanno avuto nei vari ambiti, come l'abbigliamento, l'arredamento, ecc.

Qui sotto, alcune parti di un articolo redatto da genova.mentelocale.it

"La moda, lo stile, il teatro, la pubblicità. E poi la donna, declinata nei modi più diversi: figure eteree, ma anche ammaliatrici. Dall’angelo alla femme fatale, la donna è il perno di tutto nell’arte di Alfons Mucha, protagonista della mostra a lui dedicata a Palazzo Ducale, presso l’Appartamento del Doge, da sabato 30 aprile fino al 18 settembre.
Dopo il successo della tappa milanese, la mostra su Mucha e le atmosfere art nouveau approda a Genova, arricchita di nuove opere: sono oltre 220 quelle esposte, in un percorso non convenzionale, organizzato per temi, che vuole creare suggestioni: in mostra non ci sono soltanto i manifesti pubblicitari creati da Mucha, ma anche camere arredate, vasi e vetri tipici del Modernismo internazionale, declinato nei paesi europei che l’hanno reso grande: dal Liberty italianoall’art nouveau francese e belga, fino allo Jugenstil tedesco e al Modern style inglese.

 «Per lui la donna era un ideale», spiega Karel Srp, curatore della mostra, «Mucha ha dato vita a una donna neoplatonica. È stato il primo a usare l’immagine femminile per scopi pubblicitari. Bernhardt è stata da lui ritratta sia nelle locandine dei suoi spettacoli teatrali, che per pubblicizzare i biscotti: il suo viso era sulle scatole».
È la curatrice della mostra, Stefania Cretella, a guidarci alla scoperta di Alfons Mucha nelle sale della mostra. La prima è dedicata al teatro, con Sarah Bernhardt protagonista, vestita con gli abiti di scena dei suoi spettacoli – da Gismonda aMédée: «In questi manifesti, provenienti dalla Richard Fuxa Foundation, protagonista è il mosaico bizantino, che Mucha reinterpreta in chiave contemporanea, con un sapiente e studiato uso del colore oro».
Forte è l’attenzione per i dettagli: «Alcuni dei gioielli raffigurati sono stati disegnati dall'artista stesso». Una stanza è dedicata alla donna liberty, con i quadri realizzati da Mucha perché fossero appesi nelle case; un’altra stanza è riservata all’arte orientale, che ha molto influenzato gli artisti di fine Ottocento."
http://genova.mentelocale.it/69216-genova-alfons-mucha-mostra-genova-meraviglie-art-nouveau/

All'uscita, vista la bella giornata, abbiamo colto l'occasione per farci un giro in centro, scendendo per via S.Lorenzo fino a Sottoripa, a Caricamento.

 

 

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